Rientrati nel vagone, Giada sembrava cambiata prese una grossa ed ingombrante borsa e si diresse avvolta in un mutismo innaturale vero la toilette, per Gianluca l’attesa sembrò interminabile, o forse lo fu davvero, mille pensieri rivoluzionarono in pochi istanti quel mosaico di emozioni che continuavano a invadere la sua mente.
Improvvisamente la porta della toilette si schiuse e ad uscirne fu una donna diversa, la felpa era stata sostituita da un taglier impeccabile, giacca e gonna sul ginocchio, calze sottili velate, scarpe col tacco alto, capelli morbidamente acconciati lasciati liberi sulle spalle.
Gianluca, superò con lo sguardo l’immagine che lentamente gli si faceva incontro, cercava con un moto disperato Giada, che fine aveva fatto chi era quella donna che ora gli veniva incontro.
Un profumo intenso lo raggiunse riportandolo ora alla donna che gli era vicina, tanto vicina, e fu costretto a guardala.
“Giada?”
Disse profondamente meravigliato.
"Ma cosa è successo? Sei diversa? Persino il colore dei tuoi occhi è diverso?"
Giada sorrise.
“Mi stupisce che tu ancora ti stupisca, non sai che ogni donna ha nel cuore un camaleonte, e che sa essere una e mille donne nello spazio di un attimo?”