"boia faust"(esclamazio piemontese sia in senso di stupore che di massima inc...arrabbiatura)---ma qui arrivano tutte dal "tavogliere"??,,,non è che l'intrapprendente "papera" ha fatto uno "stok"??---vi è da dire che ha scelto con buon gusto. COMUNQUE !! Qui non vi è nulla da "trapelare" ne da "recuperare"---la digestione delle elucubrazioni mentali è sempre alquanto laboriosa imperocchè "ruminante"," Aih me lasso". Giovine è la tua etade e ancor liscia la tua pelle per accampar motivi di giudizio o nel migliore dei casi, pareri. MA, con grazioso umorismo lessi e mi compiacqui questo tuo sforzo di comprendere e a tal fine ti invierò un racconto per darti modo di comprendere o almeno parvenza di esso
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IN TUTTI I CASI, visto che in qualche modo ti sei interessata al mio scritto (volevo mettere Epistola ma poi non mi sono osato) ti dirò che rabbia,della quale spero tu non abbia mai avere conoscenza, profonda comprensione, della quale viceversa faccio voti che tu acquisisca, v'è n'è abbondanti staia e in egual misura, tanto che riesco ancora a sopravvivere in questo difficile vivere. No preocupe...non amaro in bocca...e perchè mai dolce fanciulla, sicuramente non è nel mio intento, semmai e forse una certa tristezza potrebbe far pensare, in quanto ragionar di perfezione e conoscenza non è cosa facile e altrettanto difficile cercare e dare risposte men che plausibili. Qualche certezza c'è per la verità ma in questi "mala tempora" non porta pane sulla tavola.........capisci a'mmè
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---Anzi, per non farti saltar di "palo in frasca" lo metto qui sotto....sperando di non far minestrone.
L’ultimo tramonto
Il gruppo si snodava nella savana, le matriarche all'esterno i cuccioli all'interno, era una bella giornata, da poco la stagione delle piogge era finita e a perdita d'occhio si vedeva il verde dell'erba e le acacie piene di tenere foglie. Lui, il grande vecchio, sentiva qualcosa di strano, il passo si stava facendo pesante, stanco. Annusò l'aria tiepida del primo sole sollevando la grande proboscide, le grandi zanne si sollevarono anch'esse, poi lentamente le abbassò, le grandi orecchie frustarono l'aria e un certo nervosismo percorse il suo grande corpo. Si fermò, il gruppo intanto procedeva, solo la matriarca a un tratto si voltò arrestando il passo. Si guardarono, lei emise un sordo brontolio poi un barrito, più lungo del normale, lui capì, era un addio. Lentamente li vide inoltrarsi nella boscaglia e sparire alla sua vista. Albe e tramonti, lunghi trasferimenti nelle desolate pianure riarse, le nascite dei piccoli, le lotte dei primi amori, la pazzia che ottenebrava il cervello nei momenti delle spinte ormonali, tutto questo e altro si presentò alla sua mente e anche lui capì che la Natura lo voleva ancora, un'ultima volta, questa volta per sè. Adagio riprese il passo cercando un posto che ancora non conosceva, salì con difficoltà una piccola altura dalla quale la savana dispiegava davanti a se la sua immensità. Tentò di restare in piedi ma a poco a poco le ginocchia gli si piegarono, poi un lungo impressionante barrito uscì dalla sua gola, e i suoi occhi videro l'ultimo tramonto di un giorno al mezzodì.