non è un vero e proprio racconto, in quanto è un dialogo.
è il compito che la mia prof di filosofia ci ha lasciato per le vacanze, e visto che mi piaceva davvero, vorrei farvelo leggere anche a voi, per sentire le voste opinioni

il problema è che ho fatto S.Agostino un po' pazzo

beh.. cosa dire.. buona lettura!!!
Io: “Salve Agostino, sono venuto da te per seguire il tuo insegnamento riguardante il dialogo interiore, in quanto la verità è figlia unicamente di un dialogo tra ragione ed anima, personalmente la mia anima si trova in concordanza con la ragione e ogni discussione finisce con un’unica risposta che non soddisfa il mio bisogno di trovare risposte che vadano bene per tutti, in quanto il mio giusto mezzo è diverso da quello globale, come dire matematicamente che se aumentano i pesi ai lati della bilancia il baricentro si sposta sempre più verso la parte più pesante, allontanandosi dalla parte leggera; tutto questo per dirti che le mie risposte devo cercarle in altre persone e cercare poi nuovi spunti per le mie discussioni anima-ragione, quindi non mi resta che chiederti se posso disturbarti.”
Agostino:”Certo sono sempre disposto a una discussione se questa è pertinente e intelligente, ma devo dissentire quando parli del tuo bisogno di ricerca di verità, in quanto la verità è Dio e Dio esiste in ognuno di noi. La tua confessione deve avvenire con la parte di Lui che risiede in te, solo così potresti riuscire a lambire la Verità.”
I:”Per me Dio non esiste, quanto meno in questo modo, le Sue scritture c’insegnano che Lui è in noi in quanto noi siamo il riflesso nell’acqua torva della Sua figura, siamo nati potenzialmente perfetti partendo dalla nostra imperfezione e il nostro lavoro deve essere quello di avvicinarci a una figura perfetta, quello che tu intendi Dio, rientrando nei nostri limiti e cercando di non distorcere la nostra realtà rimanendo chiusi nella nostra mente, nel nostro corpo che funge da gabbia di anima e ragione. Insomma non voglio essere una pianta che cresce in una gabbia di vetro e che crescendo sbatte i suoi rami sulle pareti per poi farli tornare verso il suo fusto in un moto perpetuamente circolare, bensì cerco di essere un albero che cresce libero e con i rami che tendono alle parti più disparate del globo per toccare realtà diverse e cercare verità diverse, in quanto la Verità non esiste in sé, ma esistono verità per ogni contesto. Se sono sbagliato per questo mondo, un altro potrà accogliermi come un Dio. Almeno così la penso io.”
A:”Eretico! Non puoi paragonarti a Dio, Lui è l’unica verità esistente ora e sempre. È grazie a Lui che il nostro cuore batte, è grazie a Lui che i tuoi rami da finta pianta forte verranno smossi fino a spezzarsi. La filosofia vive soltanto grazie alla religione, è solo grazie all’anima che esiste la ragione, esse devono camminare parallelamente nel cammino per la ricerca della Verità, non possono prendere strade diverse o eliminarsi a vicenda.”
I:”Per me la ragione è un organo autonomo rispetto all’anima, che però viene interrogata dalla prima per questioni che toccano lo Spirito, come la moralità, come i sentimenti, come le questioni immateriali che la nostra vita torna a presentarci; ma comprendo bene che su questo argomento non potremmo mai trovare un punto d’incontro. Preferirei parlare con te della questione della creazione e del tempo, con la conseguente concezione della storia. Secondo la mia opinione, la creazione è avvenuta dal caos della materia, che nello spazio libero, o per una forte attrazione magnetica o per un avvenimento catastrofico avvenuto tra la materia già esistente, si è venuta ad amalgamare lasciando fenomeni fisici, chimici e biologici a plasmarla fino all’avvento dell’uomo, che ne ha preso le redini creando da solo la storia della terra, a volte in modo distruttivo altre volte in modo prolifero. Purtroppo si sa che a ogni picco di crescita ha seguitato un picco di decrescita e/o distruzione, e anche se i contesti storici sono stati differenti come le cause, le quali, hanno fatto sì che questi avvenimenti e questi picchi avvenissero, gli avvenimenti stessi hanno avuto sempre le stesse conseguenze che siano loro state crescite o distruzioni, in un movimento sempre ciclico.”
A:”L’hai detto tu, ora. La storia non si ripete in quanto gli avvenimenti cambiano sempre la loro natura, come le loro cause, anche se le conseguenze sono sempre le stesse. Il suo moto è sempre lineare e non torna mai indietro, non potrebbe, in quanto altrimenti non avremmo mai avuto una crescita tecnologica come una crescita in qualsiasi altro campo.”
I:” Questo è vero, ma gli avvenimenti accadono sempre con regolarità, come le filosofie che si sono susseguite nel tempo contrapponendosi, come l’illuminismo e il romanticismo, nello stesso modo troppa crescita ha fatto sì che ci sia un contraccolpo, dovuto o per il sentimento umano della superiorità, quindi guerre, o per la distrazione umana verso alcuni problemi più importanti, come la pulizia che è mancata nei periodi prepestilenziali, perché si era troppo impegnati ad aumentare la produzione e gli introiti, a discapito di tutto. Oggi abbiamo sistemi di sicurezza che impediscono a questi errori di diffondersi, come ad esempio la controparte russa degli anni di piombo che ha limitato la potenza-prepotenza degli U.S.A., o un sistema sanitario abbastanza efficiente da limitare al massimo i pericoli di malattie infettive come S.A.R.S. o influenze provenienti da vari angoli del mondo, fallendo anche in molti casi come per l’A.I.D.S. (anche se fa sperare sempre in qualche miracolo), ma impediscono a molti errori del passato di ripetersi, lasciando però il loro pericolo ad imperare sulla nostra vita perché in casi critici potrebbero tornare.”
A:”Forse avrai ragione, i nomi cambiano, le situazioni cambiano ma gli effetti sono sempre gli stessi. Rimango comunque della mia opinione, in quanto troppe sfumature cambiano per poter parlare di avvenimenti identici. Ora devo andare. Ti saluto”